
«C’era una volta una bambina e il suo nome era Anna»: così inizia il primo, brevissimo racconto di Charlotte Brontë scritto nel 1826, quando l’autrice aveva solo 10 anni. La scrittura, infatti, è per Charlotte la chiave di un mondo alternativo a quello reale, disseminato di profondi, traumatici dispiaceri, un mondo di cui i minuscoli libriccini manoscritti (5×3,5 cm) sono la mappa. Così piccina e delicata ma nel contempo forte e passionale, nel suo romanzo Jane Eyre (1847) l’autrice ha saputo dare vita ad un personaggio altrettanto impetuoso e coraggioso, determinato e indipendente.