
Che dire dell’uomo che ha saputo introdurre un nuovo senso del tempo nelle sue opere? Uno dei più grandi autori della narrativa del XX secolo? Certamente! Un genio creativo? Indiscutibilmente! James Joyce rifonda il genere del romanzo introducendo il flusso di coscienza all’interno di una quotidianità assolutamente banale ma la sua sperimentazione va ben oltre: è talmente estrema da disintegrare progressivamente sempre più il tempo fino a liquefarlo, come dimostra il percorso che partendo da Dubliners (1914) giunge fino a Ulysses (1922) per approdare, infine, a Finnegans Wake (1939).