
Romanziere dal temperamento estremamente versatile, i cui interessi spaziavano dalla musica alla pittura, dal mondo classico alla biologia, Samuel Butler fu il primo a scrivere della possibilità che le macchine potessero sviluppare una coscienza. Il suo romanzo fantastico Erewhon (1872), il cui titolo gioca sull’inversione della parola “nowhere” (tranne che per le lettere h e w, trasposte), presenta un paese immaginario decisamente ambiguo, a prima vista un’utopia che però si trasforma in altro… Una satira profetica, la sua, che influenzò autori come Miguel de Unamuno in Spagna e Aldous Huxley in Inghilterra.